Interdetto temporaneamente per frana l’accesso al sentiero di San Michele e Redentore

L’Ente Parco comunica che a causa di un evento franoso, l’accesso al pubblico sul sentiero storico-religioso di San Michele e Redentore nel Comune di Formia, identificato con il n. 960 sentiero CAI, è temporaneamente interdetto.

Chiunque volesse raggiungere il sito del Redentore potrà farlo seguendo altri percorsi consultabili sulla carta dei sentieri del Parco, sul sito al collegamento https://www.parcoaurunci.it/vivere-il-parco/rete-dei-sentieri/

Cartina e foto del sentiero(clicca per ingrandire):

Avviso Pubblico per l’affidamento di servizi di Architettura e Ingegneria

L’ENTE REGIONALE PARCO DEI MONTI AURUNCI, PUBBLICA L’AVVISO PER LA FORMAZIONE DI UN ELENCO DI OPERATORI ECONOMICI PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI ATTINENTI ALL’ARCHITETTURA ED ALL’INGEGNERIA DI IMPORTO INFERIORE A 100.000,00 EURO.

La scadenza per la presentazione delle domande è stata stabilita per il giorno 29/03/2018 alle ore 12.00 con le modalità riportate nel bando.

Scarica i documenti (PDF):
Avviso Pubblico
Allegato A
Allegato B
Allegato C

Approvato il Piano per la prevenzione della corruzione, la trasparenza e gli obiettivi strategici – Comunicato stampa

Trasparenza amministrativa, valorizzazione dei beni da tutelare e prevenzione degli incendi sono i punti fondamentali del Piano per la prevenzione della corruzione, la trasparenza e gli obiettivi strategici approvato ieri dal Presidente del Parco dei monti Aurunci di Campodimele, Michele Moschetta.

A illustrarne i dettagli, di cui è entusiasta assertore, è il direttore dell’ente, Giorgio De Marchis: “Sono tantissime le novità inserite nel documento, a cominciare dalla pubblicazione sul sito web di tutti gli atti emessi dall’ente e l’istituzione di una procedura che consenta ai cittadini di interagire direttamente con il Parco, ma anche di un sistema interno per la segnalazione di whistleblowing”.

Il presidente Moschetta ha inoltre approvato ieri la delibera che contiene gli obiettivi strategici che il direttore De Marchis declinerà in obiettivi organizzativi, le linee che detteranno la vita del Parco nel 2018.

“Si va dalla tutela delle biodiversità – che rappresentano la ricchezza naturale dei monti Aurunci – alla conservazione degli ambienti naturali e alla valorizzazione del turismo sostenibile, alla ricerca di una visione più ampia che determini condizioni economiche più idonee per la società dei residenti e degli operatori delle attività connesse alla natura stessa del nostro Parco”, ha precisato il direttore.

(Il Piano approvato è un documento di programmazione strategico-operativa che si inscrive – secondo una logica di coerenza e progressività rispetto alle annualità precedenti – nell’ampio disegno di rinnovamento istituzionale e di riorganizzazione dell’apparato amministrativo delineato dalla Giunta regionale sin dal suo insediamento. L’articolazione degli obiettivi strategici ed operativi è collegata alla configurazione organizzativa ed è finalizzata al conseguimento di risultati rilevanti per la soddisfazione di bisogni della collettività).

L’Ufficio Stampa Parco regionale Monti Aurunci

Il direttore De Marchis: “Come rilanceremo il Parco dei monti Aurunci”

Giorgio De Marchis, direttore del Parco dei Monti Aurunci
La nuova direzione del Parco nei primi mesi dall’insediamento ha messo in campo le condizioni per il rilancio dei settori dell’ente che vivevano uno stato di blocco progettuale e di iniziativa dovuti all’incertezza per la non definizione del vertice amministrativo.

Grande soddisfazione ha espresso il Presidente dell’ente regionale, Michele Moschetta. “Sono tantissimi i progetti in campo, che rendono operativo e vivo il Parco che deve essere prima di tutto delle persone che vivono nel suo territorio e dei turisti e dei visitatori che possono godere delle sue bellezze naturali, storiche o monumentali”, ha affermato Moschetta.

“Un primo focus ha evidenziato le criticità e le potenzialità del Parco. In particolare sotto il primo aspetto deve essere sottolineato il numero di immobili di proprietà o in gestione che sta rappresentando un problema via via più grave a fronte della progressiva riduzione dell’afflusso di risorse destinate alla manutenzione. Un tema che deve essere affrontato e risolto condividendolo con le strutture della Regione Lazio”, ha innanzitutto affermato il direttore Giorgio De Marchis.

Inoltre, anche grazie a manifestazioni di grande impatto mediatico come l’Instameet sul monte Redentore del 9 settembre 2017, si è posta l’attenzione sulla crescente domanda di fruizione dei sentieri del Parco proveniente non solo dai residenti, ma anche da molte persone residenti fuori dalla regione, addirittura dall’estero. “In questa dimensione l’ente sta studiando un progetto di integrazione dei sentieri con la fruizione, mediante il rilancio del sistema dei rifugi che a breve vedrà la riapertura al pubblico del Rifugio di Monte Faggeto”, ha annunciato il direttore.

È in corso intanto la realizzazione di un “bike park” nell’area tra i comuni di Pico e Campodimele.

“Grande attenzione è stata posta dal Parco alla lotta agli incendi, mettendo a disposizione mezzi e uomini del servizio dei Guardia Parco nelle attività di prevenzione e spegnimento degli incendi che hanno potuto usufruire a partire dall’estate del 2017 degli invasi realizzati nel parco nei comuni di Campodimele e Itri”, ha sottolineato De Marchis. A proposito di ambiente, ha inoltre ricordato: “Nel corso dell’autunno è continuata l’intensa azione di promozione ed educazione ambientale ad opera degli addetti del parco che sono stati protagonisti, tra gli altri, della straordinaria manifestazione “Ripiantiamo la vita” che ha consentito la distribuzione di oltre tremila piante per ottanta scuole, associazioni e enti pubblici della Regione”.

La Scuola del Parco – Seminario: “Il fascino dei Pipistrelli”

La locandina del seminario (clicca per ingrandire)
Il 29 novembre 2017 alle ore 15:30 a Itri c’è il prossimo appuntamento della “Scuola del Parco”, dedicato all’affascinante mondo dei pipistrelli, la cui importanza per l’ambiente è riconosciuta anche dalla Direttiva CEE “Habitat”.

Questi mammiferi in Italia sono presenti con ben 34 specie, una vera ricchezza di biodiversità che ha motivato la costituzione della Rete Chirotteri della Regione Lazio a cui il Parco dei Monti Aurunci partecipa al fine di sostenere gli studi scientifici, monitorarne e tutelarne la presenza sul territorio.
Al seminario rivolto a cultori delle scienze naturali, studenti, amanti della natura, relazioneranno il coordinatore della Rete Regionale Chirotteri e esperti chirotterologi.

Il Parco dei Monti Aurunci invita al rispetto delle colonie di pipistrelli e delle grotte che li ospitano: per eventuali segnalazioni si può contattare la dott. M.Rosaria Perna, referente per il Parco nella Rete Regionale Chirotteri (tel. 0771-598114-30, email: mrperna@regione.lazio.it).

Bando di gara per l’affidamento in concessione della Tesoreria dell’Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci

Bando di gara mediante procedura aperta per l’affidamento in concessione del Servizio di Tesoreria dell’Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci per il periodo 2018-2022.

Scarica i documenti:

Bando di gara (PDF)
Convenzione 2018-2022 (DOC)
Istanza partecipazione – Allegato A (DOC)
Dichiarazione sostitutiva – Allegato B (DOC)
Offerta – Allegato C (DOC)

“Ripiantiamo La Vita”, il 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi

Il 21 novembre si celebra la “Giornata nazionale degli alberi” istituita come ricorrenza nazionale con una legge della Repubblica entrata in vigore dal febbraio 2013 (L. 14-01-2013 n.10), che ha lo scopo di perseguire attraverso la valorizzazione del patrimonio arboreo e boschivo, di promuovere sane politiche per la riduzione delle emissioni, la prevenzione del rischio idrogeologico, il miglioramento della qualità della vita e della vivibilità degli ambienti urbani.

Nell’ambito di tale evento viene riproposta dall’Ente Parco l’iniziativa che quest’anno viene denominata “Ripiantiamo la vita”, e ricalca la positiva esperienza dell’anno precedente. L’obiettivo è quello di sottolineare e ricordare l’importanza del patrimonio arboreo, il ruolo fondamentale di boschi e foreste, duramente colpite dagli incendi della scorsa stagione.

L’iniziativa prevede la distribuzione gratuita presso il Vivaio Forestale del Parco Naturale dei Monti Aurunci, di piante di specie autoctone per la messa a dimora in aree pubbliche.
Il numero di piante messe a disposizione dall’Ente sono pari a 5000 e sono riservate ai Comuni, Istituti scolastici e Associazioni ricadenti nella Regione Lazio, che potranno essere richieste inviando una e-mail a ripiantiamolavita@parcoaurunci.it.

L’Ente si riserva di stabilire un tetto massimo di piante da concedere in base alla quantità di piante richieste.
Le piante potranno essere ritirate presso il Vivaio del Parco in via Civita Farnese a Itri, oppure per particolari esigenze con modalità di consegne diverse da concordare con l’Ente Parco.
Per ulteriori informazioni il personale dell’Ente Parco è a disposizione presso il Vivaio del Parco al numero 0771-727241, oppure al numero 0771-598114/30.

“Puliamo il buio”, sabato 28 ottobre 2017 a Lenola

Sabato 28 ottobre alle ore 10.00 a Lenola, l’Associazione Legambiente Serra Andresone di M. San Biagio in collaborazione con esperti speleologi e il Comune di Lenola si occuperanno di raccogliere i rifiuti di una discarica abusiva sotterranea nell’inghiottitoio “Liverani”.

Puliamo il buio è una iniziativa della Società Speleologica Italiana collegata con Puliamo il Mondo di Legambiente, che oltre a bonificare (in parte) i siti ipogei, mira a sensibilizzare sui rischi e sui danni provocati dai rifiuti all’ambiente carsico e alle risorse idriche.

“La biodiversità e il Parco Naturale dei Monti Aurunci”, seminario sabato 21 ottobre 2017 a Maranola di Formia

L’Associazione Ambiente Natura e Vita invita tutti al seminario che si terrà sabato 21 ottobre alle ore 15.30 presso il Centro Studi e Documentazione Aurunca – A. De Santis piazzetta San Luca – Maranola di Formia.

Si parte con il primo dei tre incontri previsti nel progetto denominato “L’occhio degli Aurunci”, promosso dall’Associazione e sostenuto dall’Ente Parco, che ha come obiettivo principale la divulgazione naturalistica, la didattica ambientale, la valorizzazione della biodiversità e la sensibilizzazione delle persone a sviluppare una maggiore consapevolezza della fauna presente all’interno dell’area protetta del Parco dei Monti Aurunci.

“Sotto gli Aurunci. Le grotte: scrigno di un patrimonio nascosto”, convegno ad Esperia

Si è svolto sabato scorso il Convegno “Sotto gli Aurunci. Le grotte: scrigno di un patrimonio nascosto”, organizzato dal CAI di Esperia e dal Gruppo Grotte Castelli Romani, in collaborazione con l’Ente Parco. Il Convegno ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico interessato alle grotte degli Aurunci e alle recenti scoperte in campo speleologico. Tra i relatori hanno preso la parola esperti della Federazione Speleologica del Lazio, del Gruppo Grotte Castelli Romani e del Circolo Speleologico Romano.
La giornata, iniziata con la visita al Museo sul Carsismo di Palazzo Spinelli, gestito dall’Ente Parco, è proseguita con il convegno presso la Cappella Lauretana.

Il convegno si è aperto con i saluti del Sindaco Giuseppe Villani, padrone di casa, che ha espresso il proprio gradimento per l’evento organizzato ad Esperia, comune con un territorio montano molto esteso e ricco di emergenze naturalistiche, storiche e culturali da valorizzare.
Il Presidente del Parco Michele Moschetta, oltre a ringraziare il CAI Sezione di Esperia per le numerose attività svolte sui Monti Aurunci per la fruizione sostenibile del territorio e per la valorizzazione del patrimonio naturale, ha esposto gli obiettivi perseguiti dall’Ente Parco per la valorizzazione dei siti e delle aziende comprese nell’area protetta.
Il primo intervento della esperta speleologa Maria Grazia Lobba del Gruppo Castelli Romani ha raccontato attraverso slide, foto e video recenti, la storia delle attività speleologiche e della ricerca scientifica condotta sulle cavità carsiche di tutto il gruppo montuoso dei Monti Aurunci. A partire dalle primissime cavità esplorate nel 1948 da Aldo Giacomo Segre, sul territorio aurunco si sono avvicendati gruppi locali che, già nel 1969 (Speleo Club Formia) cominciarono a calarsi nelle cavità site proprio nel territorio del Parco. Raccolsero il testimone negli anni ’80 del secolo scorso il Circolo Speleologico Esperiano e lo Speleo Club Tri.Ma (nome derivante dalle frazioni di Formia Trivio e Maranola). Negli anni successivi le esplorazioni sono divenute più frequenti e organizzate, con mezzi e attrezzature sempre più moderne e sicure. Numerose sono state le associazioni speleologiche che hanno esplorato le grotte dei Monti Aurunci, documentate attraverso pubblicazioni specifiche. Le attività di ricerca dell’ultimo decennio sono state portate avanti quasi esclusivamente dal Gruppo Grotte Castelli Romani.
Allo stato attuale, come ha riferito il Presidente della Federazione Speleologica del Lazio Paolo Dalmiglio, sono 211 sui Monti Aurunci le grotte esplorate in 40 anni di attività, censite nel Catasto regionale delle Grotte e delle Aree Carsiche del Lazio, gestito dalla Federazione secondo quanto previsto dalla L.R. n.20/1999. Grazie alle esplorazioni speleologiche si possono definire i bacini idrografici sotterranei che alimentano le principali sorgenti di Mazzoccolo e Capodacqua, poste a valle, le cui acque vengono captate per l’approvvigionamento idro-potabile dei comuni di Spigno S., Formia ed altri limitrofi. È quindi molto importante tutelare l’ambiente carsico dei Monti Aurunci, anche sensibilizzando la popolazione a non inquinare queste cavità, veri e propri vettori di quelle stesse acque che raggiungono velocemente le falde idriche e quindi le sorgenti di base del massiccio montuoso.
Saverio Treglia del Gruppo Castelli Romani, ha relazionato con documenti e immagini interessanti lo stato delle esplorazioni delle grotte e degli abissi sul Monte Petrella, con video in 3d che meglio fanno comprendere l’andamento dei cunicoli sotterranei e i numerosi fronti esplorativi ancora aperti.
Leonardo Latella, Conservatore del Museo di Storia Naturale di Verona, ha esposto tutti i dati scientifici sulla fauna cavernicola trovata durante le esplorazioni. Le numerose specie di animali acquatici e terrestri poco diffuse e particolarmente specializzate in questi ambienti naturali.
Infine Lavinia Giorgi, sempre del Gruppo Castelli Romani, ha posto particolare attenzione ai toponimi utilizzati per le cavità esplorate e sull’importanza della conservazione del patrimonio linguistico caratteristico del territorio.

Alla fine del convegno non poteva mancare un piccolo momento conviviale a base di prodotti gastronomici delle principali aziende del Parco, organizzato presso la sala refettorio del Complesso Museale e Ostello di Palazzo Spinelli di Esperia.