Progetto InNat, a lezione nel Parco dei Monti Aurunci

Giovedì 04 ottobre 2018 il Parco Regionale dei Monti Aurunci, avendo aderito al Progetto InNat per l’organizzazione di un’iniziativa didattica, ha ospitato il Dott. Fabio Mosconi, ricercatore del progetto e addestratore di un cane molecolare per il monitoraggio di insetti.

La lezione in aula e in bosco ha coinvolto tre classi dell’Istituto Professionale Agro-ambientale-Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Itri.

Il Progetto InNat ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza di 30 insetti protetti dalla Direttiva Habitat, utilizzando un App, strumento cardine nella Citizen Science, grazie alla quale i cittadini possono segnalare la presenza degli organismi “ricercati”.

Il progetto nasce dalla collaborazione di diverse Istituzioni tra cui il Ministero dell’Ambiente, l’Arma dei Carabinieri, il CREA. L’interesse suscitato dalla lezione e dalle osservazioni in campo ha fatto nascere l’idea di rinnovare la collaborazione con un’esperienza di monitoraggio sul territorio e il cane Teseo è diventato una star tra gli studenti di Itri.

Tecniche tradizionali dell’intreccio, laboratorio in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma

Le allieve sperimentano le tecniche tradizionali dell’intreccio
Nell’ambito della collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, Laboratorio di Analisi Tecnologica e Funzionale dei Manufatti Preistorici, l’artigiano Giovanni Morra, dipendente del Parco Regionale Dei Monti Aurunci, ha messo a disposizione le proprie competenze nell’ambito delle tecniche tradizionali dell’intreccio.

L’attività di cesteria, collegata ad un studio di archeologia sperimentale, è stata effettuata con alcune laureande e laureate dei corsi di laurea in Scienze Archeologiche e Archeozoologia, guidate dalla Professoressa Cristina Lemorini, presso il laboratorio LTFAPA, Università Sapienza di Roma.

Altre immagini del Laboratorio:

La Scuola del Parco – Seminario: “Il fascino dei Pipistrelli”

La locandina del seminario (clicca per ingrandire)
Il 29 novembre 2017 alle ore 15:30 a Itri c’è il prossimo appuntamento della “Scuola del Parco”, dedicato all’affascinante mondo dei pipistrelli, la cui importanza per l’ambiente è riconosciuta anche dalla Direttiva CEE “Habitat”.

Questi mammiferi in Italia sono presenti con ben 34 specie, una vera ricchezza di biodiversità che ha motivato la costituzione della Rete Chirotteri della Regione Lazio a cui il Parco dei Monti Aurunci partecipa al fine di sostenere gli studi scientifici, monitorarne e tutelarne la presenza sul territorio.
Al seminario rivolto a cultori delle scienze naturali, studenti, amanti della natura, relazioneranno il coordinatore della Rete Regionale Chirotteri e esperti chirotterologi.

Il Parco dei Monti Aurunci invita al rispetto delle colonie di pipistrelli e delle grotte che li ospitano: per eventuali segnalazioni si può contattare la dott. M.Rosaria Perna, referente per il Parco nella Rete Regionale Chirotteri (tel. 0771-598114-30, email: mrperna@regione.lazio.it).

“Sotto gli Aurunci. Le grotte: scrigno di un patrimonio nascosto”, convegno ad Esperia

Si è svolto sabato scorso il Convegno “Sotto gli Aurunci. Le grotte: scrigno di un patrimonio nascosto”, organizzato dal CAI di Esperia e dal Gruppo Grotte Castelli Romani, in collaborazione con l’Ente Parco. Il Convegno ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico interessato alle grotte degli Aurunci e alle recenti scoperte in campo speleologico. Tra i relatori hanno preso la parola esperti della Federazione Speleologica del Lazio, del Gruppo Grotte Castelli Romani e del Circolo Speleologico Romano.
La giornata, iniziata con la visita al Museo sul Carsismo di Palazzo Spinelli, gestito dall’Ente Parco, è proseguita con il convegno presso la Cappella Lauretana.

Il convegno si è aperto con i saluti del Sindaco Giuseppe Villani, padrone di casa, che ha espresso il proprio gradimento per l’evento organizzato ad Esperia, comune con un territorio montano molto esteso e ricco di emergenze naturalistiche, storiche e culturali da valorizzare.
Il Presidente del Parco Michele Moschetta, oltre a ringraziare il CAI Sezione di Esperia per le numerose attività svolte sui Monti Aurunci per la fruizione sostenibile del territorio e per la valorizzazione del patrimonio naturale, ha esposto gli obiettivi perseguiti dall’Ente Parco per la valorizzazione dei siti e delle aziende comprese nell’area protetta.
Il primo intervento della esperta speleologa Maria Grazia Lobba del Gruppo Castelli Romani ha raccontato attraverso slide, foto e video recenti, la storia delle attività speleologiche e della ricerca scientifica condotta sulle cavità carsiche di tutto il gruppo montuoso dei Monti Aurunci. A partire dalle primissime cavità esplorate nel 1948 da Aldo Giacomo Segre, sul territorio aurunco si sono avvicendati gruppi locali che, già nel 1969 (Speleo Club Formia) cominciarono a calarsi nelle cavità site proprio nel territorio del Parco. Raccolsero il testimone negli anni ’80 del secolo scorso il Circolo Speleologico Esperiano e lo Speleo Club Tri.Ma (nome derivante dalle frazioni di Formia Trivio e Maranola). Negli anni successivi le esplorazioni sono divenute più frequenti e organizzate, con mezzi e attrezzature sempre più moderne e sicure. Numerose sono state le associazioni speleologiche che hanno esplorato le grotte dei Monti Aurunci, documentate attraverso pubblicazioni specifiche. Le attività di ricerca dell’ultimo decennio sono state portate avanti quasi esclusivamente dal Gruppo Grotte Castelli Romani.
Allo stato attuale, come ha riferito il Presidente della Federazione Speleologica del Lazio Paolo Dalmiglio, sono 211 sui Monti Aurunci le grotte esplorate in 40 anni di attività, censite nel Catasto regionale delle Grotte e delle Aree Carsiche del Lazio, gestito dalla Federazione secondo quanto previsto dalla L.R. n.20/1999. Grazie alle esplorazioni speleologiche si possono definire i bacini idrografici sotterranei che alimentano le principali sorgenti di Mazzoccolo e Capodacqua, poste a valle, le cui acque vengono captate per l’approvvigionamento idro-potabile dei comuni di Spigno S., Formia ed altri limitrofi. È quindi molto importante tutelare l’ambiente carsico dei Monti Aurunci, anche sensibilizzando la popolazione a non inquinare queste cavità, veri e propri vettori di quelle stesse acque che raggiungono velocemente le falde idriche e quindi le sorgenti di base del massiccio montuoso.
Saverio Treglia del Gruppo Castelli Romani, ha relazionato con documenti e immagini interessanti lo stato delle esplorazioni delle grotte e degli abissi sul Monte Petrella, con video in 3d che meglio fanno comprendere l’andamento dei cunicoli sotterranei e i numerosi fronti esplorativi ancora aperti.
Leonardo Latella, Conservatore del Museo di Storia Naturale di Verona, ha esposto tutti i dati scientifici sulla fauna cavernicola trovata durante le esplorazioni. Le numerose specie di animali acquatici e terrestri poco diffuse e particolarmente specializzate in questi ambienti naturali.
Infine Lavinia Giorgi, sempre del Gruppo Castelli Romani, ha posto particolare attenzione ai toponimi utilizzati per le cavità esplorate e sull’importanza della conservazione del patrimonio linguistico caratteristico del territorio.

Alla fine del convegno non poteva mancare un piccolo momento conviviale a base di prodotti gastronomici delle principali aziende del Parco, organizzato presso la sala refettorio del Complesso Museale e Ostello di Palazzo Spinelli di Esperia.

La Scuola del Parco – Seminario “La carta della vegetazione del Parco Naturale dei Monti Aurunci”

La locandina del seminario (clicca per ingrandire)
Un nuovo appuntamento con “La Scuola del Parco”.

Venerdì 19 maggio 2017, alle ore 11:30, presso l’Auditorium Comunale in Viale Glorioso a Campodimele (LT), si terrà il seminario tecnico scientifico “La carta della vegetazione del Parco Naturale dei Monti Aurunci”.

Interverrà il prof. Romeo Di Pietro – docente di Fitogeografia e Geobotanica applicata presso il Dipartimento PDTA, Sezione Ambiente e Paesaggio, della Facoltà di Architettura – Sapienza Università di Roma – con una relazione dal titolo “La vegetazione dei Monti Aurunci”.

Per informazioni: mrperna@regione.lazio.it, tel. 0771598114-30.

La Scuola del Parco – Seminario tecnico scientifico “Grani antichi per un’agricoltura sostenibile”

La locandina del seminario (clicca per ingrandire)
Proseguono gli appuntamenti della “SCUOLA DEL PARCO” , con un nuovo seminario tecnico organizzato dal Parco Regionale dei Monti Aurunci per il 09 maggio 2017 alle ore 15:30 presso la sala consiliare di Itri.

“Grani antichi per un’agricoltura sostenibile” è l’argomento di cui parlerà Laura Gazza, ricercatice del CREA-QCE che oggi lavora in quella che fu la sede del prestigioso Istituto per la cerealicoltura fondato da Strampelli.

Il Parco dei Monti Aurunci impegnato nella difesa della biodiversità delle specie selvatiche, presta oggi molta attenzione anche alla difesa delle piante di interesse agricolo minacciate di estinzione o erosione genetica, come il grano Serena, un tempo molto diffuso ed oggi coltivato da pochissimi agricoltori del Parco su piccole superfici.

Vecchie varietà di cicerchie, pere, mele, scalogno sono alcune tra le altre colture di cui il Parco sostiene la conservazione anche per il crescente interesse della popolazione per la diversificazione e la salubrità della alimentazione quotidiana visti i fenomeni di intolleranze ed allergie.

La scuola del Parco – Seminario “Acque sotterranee e acquifero carsico del Parco degli Aurunci”

La locandina del seminario (clicca per ingrandire)
Un nuovo appuntamento de “LA SCUOLA DEL PARCO”.

I seminari che il Parco organizza periodicamente hanno lo scopo di informare un pubblico non solo di addetti ai lavori ma anche di appassionati della natura sugli studi scientifici e le iniziative tecniche che interessano il territorio del Parco con una formula diretta e coinvolgente.

Giovedì 6 aprile alle ore 15:30 presso il Centro De Santis di Maranola di Formia sarà presentato al pubblico lo studio svolto su Acque sotterranee e acquifero carsico del Parco degli Aurunci.

I relatori provenienti dall’Università dell’Aquila sono il Prof. Marco Tallini, docente di Geologia Applicata e Idrogeologia applicata che tratterà del “Contesto geologico e il carsismo” e il Dott. Giovanni Esposito collaboratore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale che relazionerà su “Il contesto idrogeologico e le sorgenti”.

Per informazioni sull’iniziativa: mrperna@regione.lazio.it – Tel.0771-598114-30.