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Monumento Naturale Mola della Corte Settecannelle Capodacqua

Il Monumento è stato istituito con Decreto del Presidente della Giunta Regionale il 21-06-2001 n.344, ai sensi dell’art.6 della L.R. 06/10/97 n.29 e s.m.i., affidandone la gestione all’Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci. Con lo stesso Decreto il Monumento viene definito: “un’area di notevole importanza naturalistica costituita da piccoli frammenti dell’ambiente a paludi e foreste che un tempo, prima della bonifica, era presente nella Piana di Fondi”.
L’Area protetta ha un estensione di circa 4 ettari e si caratterizza per la presenza di un bosco igrofilo con vegetazione acquatica natante e sommersa. Il sito, pur con profonde trasformazioni, rappresenta un lembo residuo della vegetazione degli ambienti umidi in cui specie rarefatte possono trovare rifugio. Circondata da coltivi, strade ed abitazioni, l’Area protetta comprende la sorgente di “Settecannelle” composta da numerosi punti sorgivi ai piedi del Monte Passignano e il “Lago Genuardo”, un bacino di raccolta dell’acqua delimitato da mura edificate nei secoli scorsi per il contenimento e la sedimentazione delle acque. Attraverso un canale le acque del lago arrivavano con forza ad alimentare il mulino detto“Mola della Corte”, attivo fino a qualche decennio fa. Accanto al canale che porta l’acqua al mulino sono presenti i due fossi di scolo delle acque in esubero. 
La bellezza e il valore intrinseco di questo luogo lo hanno reso oggetto di lunghe controversie fin dal 1600 su chi fosse il proprietario di tutta l’area tra Principi e Signori dominanti a Fondi o la comunità fondana. Attualmente il Mulino, il “Lago Genuardo” e la sorgente “Settecannelle” appartengono alla Regione Lazio, tornando alla fruizione della collettività.
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